Mozione finale 2015


Mozione finale al 10° Convegno Internazionale

“La Qualità dell’integrazione scolastica e sociale”

Rimini, 15 novembre 2015

 

L’INCLUSIONE: UNA QUESTIONE DI CLASSE

In questo spazio segue un estratto della Mozione finale; si riporta il link per la versione integrale.

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TRE PARADIGMI DI BASE

  1. Pedagogia, pedagogia, pedagogia
  2. L’inclusione è l’eterogeneità
  3. Contrastare il neo darwinismo

SULL’INSEGNARE INCLUSIVO OGGI

“… al cuore dell’inclusione ci sia la classe, cioè la comunità di relazioni tra pari e tra adulti come unico luogo possibile di una inclusione non illusoria. Sta nella realizzazione della speciale normalità il pensiero lungo che ha pervaso questi venti anni di ricerca, confronto e studio tra di noi.

“Didattica, terapia, tecniche non sono sinonimi, non vanno contrapposti, ma neppure confusi. Non ci piace né la pedagogia della chiacchiera, né la tecnica come mito miracolistico. Le contraddizioni tra una confusa inclusione e i rischi di medicalizzazione vanno con coraggio affrontati anche con un dibattito epistemologico, scientifico e culturale tra tutti i professionisti che si occupano di umanità.”

SEI PROPOSTE PER UN’INCLUSIONE DI CLASSE

  1. “Sulla formazione iniziale di tutti gli insegnanti c’è consenso unanime perché questa abbia una consolidata dignità pedagogica, in cui l’inclusività sia lo sfondo integratore e anche argomento elettivo di acquisizione di competenze attive per tutti gli insegnanti della scuola italiana. Deve quindi realizzarsi un curricolo universitario in cui l’inclusività sia trasversale in tutti gli insegnamenti e specifica per non meno di trenta crediti.
  2. Sulla formazione specifica di quelle professionalità cui finora si è attribuito il termine “sostegno” con una vasta area di interpretazione, la discussione è stata particolarmente vivace e ha presentato posizioni diverse.
  3. Vanno profondamente rivisti i curricoli e i percorsi formativi di tutti gli alunni.
  4. Va definitivamente rotto il modello conoscitivo contrattuale sulla gestione delle risorse del personale.
  5. La stabilità obbliga anche a ripensare al significato del concetto costituzionale di libertà di insegnamento.
  6. Formazione durante tutto l’arco della vita professionale.”

FONTE: http://www.convegni.erickson.it/qualitaintegrazione2015/mozione/

  

 

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